Parliamo di cibo OGM, cos’è?

(A proposito: ricordate la mucca transegenica?)

Per approfondire un argomento così ampio e delicato partiamo da Greenpeace: “Greenpeace si oppone alla coltivazione di OGM in campo aperto. Perché è una fonte di inquinamento genetico. Perché minaccia la biodiversità. Perché inevitabilmente contamina le coltivazioni tradizionali e biologiche.” Ma oltre queste a ragioni, l’altro grande motivo per cui Greenpeace si batte, è il diritto di sapere se mangiamo o no cibo geneticamente modificato dall’etichetta.
E’ la stessa richiesta che avanzano con insistenza i consumatori in America e in altri 60 Paesi del mondo: deve essere scritto in etichetta se e quale cibo è stato geneticamente modificato.

L’OGM all’estero

Negli Stati Uniti l’aumento di erbicidi tossici ha creato delle piante (geneticamente modificate) “super-infestanti” , in altre parole erbe che hanno modificato la loro struttura per sopravvivere a questi pesticidi, e molti produttori di mais in America, lo stato dove si coltiva più mais al modo, hanno fatto ricorso a vecchie erbicidi più tossici, come dicamba, e 2,4-D. Sia dicamba e 2,4-D sono noti per causare problemi riproduttivi e difetti di nascita e posa aumento del rischio di cancro”.

Per ora, almeno all’estero, nessuno vuole scrivere in etichetta OGM . Gli scienziati dicono che non c’è alcun pericolo per la salute umana ( e per gli animali ?). Negli Stati Uniti non sono stati fatti test specifici per il cancro o danni al feto , o per accertarsi sui rischi a più o meno lungo termine per animali e ambiente, e i pochi dati che si hanno provengono da istituti privati.

Mentre gli agricoltori biologici che vietano severamente l’uso di queste sostanze vedono una perdita di reddito sostanziale, per l’industria chimica agricola, al contrario, l’aumento di reddito è molto importante.

 

L’OGM in Italia

In Italia è stata vietata la produzione OGM ma non può essere vietata o limitata l’importazione di prodotti OGM autorizzati a livello europeo né vietarne la coltivazione se non per motivazioni scientificamente supportate. La penetrazione delle colture geneticamente modificate in Italia è stata comunque fortemente contrastata dai ministri per le politiche agricole e forestali Pecoraro Scanio (nel 2000-2001, Governo Amato II) e Alemanno (dal 2001 al 2006, Governo Berlusconi I e II)

Fra i prodotti importati e più consumati in Italia, quando facciamo la spesa dobbiamo ricordarci di fare attenzione a tutti i prodotti che derivano dal

Mais

Gli Stati Uniti sono al primo posto al mondo per la produzione di questo cereale non solo per l’alimetazione degli animali ma circa il 12% viene lavorato a farina di mais, sciroppo di fruttosio, amido di mais, masa, farina di mais e olio di mais che finiscono negli alimenti consumati da persone

Soia e i suoi derivati

Molti sono i prodotti a base di soia, e gli ingredienti derivati da soia che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Queste le indicazioni che i consumatori possono travare in etichetta  che rilevano la presenza di proteine di soia, olio di soia, latte di soia, farina di soia, salsa di soia, tofu o lecitina di soia ( che molto probabilmente sono stati fatti con soia geneticamente modificata)

Zucchero

Circa il 55% dello zucchero prodotto negli Stati Uniti proviene dalla barbabietola da zucchero, il 95% dei quali sono stati geneticamente modificati. Se l’etichetta del prodotto non specifica che è stato fatto con “canna puro” da zucchero, è probabile significativo che esso contiene zucchero di barbabietola GE.

Oli vegetali

I consumatori dovrebbero presumere che l’olio vegetale, olio di colza, olio di cotone, olio di soia e olio di mais geneticamente modificati. Circa il 90% della produzione di semi oleosi americana è la soia, che sono quasi interamente geneticamente modificati.Anche qui buona parte delle coltivazioni sono geneticamente modificate.

Queste notizie le abbiamo lette nell’articolo di www.mindbodygreen.com

Mentre si stanno trovando soluzioni e risposte ai consumatori che giustamente pretendono di sapere cosa c’è nel cibo che mangiano ancora una volta riteniamo che,  comprare da chi si conosce è la migliore abitudine che si possa avere. Adottare o prenotare in azienda significa dare fiducia a qualcuno che ha scelto come criterio di vita prima ancora che di lavoro, la qualità, la tradizione.

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